All-in

27 dicembre 2011 by

di Alessandra Casaltoli

“Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro”.

 

http://www.youtube.com/watch?v=gqQPOYZo6Fs&feature=related

Make a better place

23 dicembre 2011 by

di Alessandra Casaltoli

 

Bottega di narrazione 2011: un piccolo bilancio

7 dicembre 2011 by

di giuliomozzi

La giornata di domenica 4 dicembre 2011, conclusiva della prima annualità della Bottega di narrazione, è stata intensa e interessante. I venti “apprendisti” hanno presentato lo stato del proprio lavoro – interventi brevi, quindici minuti di media – difronte a un piccolo gruppo di operatori dell’editoria: Maria Vittoria Albertini (Agenzia Ali), Valentina Balzarotti (Agenzia Ali), Serena Bellinello (Mondadori), Paola Borgonovo (Sironi), Laura Cerutti (Mondadori), Giulia Ichino (Mondadori), Gianmichele Lisai (Newton Compton), Giulio Milani (Transeuropa), Davide Musso (Terre di Mezzo), Marco Peano (Einaudi), Angela Rastelli (Einaudi), Alessandra Selmi (Bietti), Gemma Trevisani (Rizzoli). Altri, che non hanno potuto partecipare, stanno ricevendo in queste ore il fascicolo con le presentazioni dei lavori, gli estratti dei testi, le biografie e i contatti degli autori e delle autrici.


Peraltro, chiunque fosse interessato a dare un’occhiata al preziosissimo fascicolo, basta che clicchi sull’immagine qui sopra.

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“Racconti in viaggio”, di Giovanni Valenti

6 dicembre 2011 by

“La vita è breve. Infrangi le regole. Perdona in fretta. Bacia lentamente. Ama veramente. Ridi senza controllo”. Giovanni

Il 9 dicembre alle 21.00 presso l’Associazione Antiruggine a Castelfranco Veneto, Borgo Treviso 158, Giulio Mozzi presenterà il libro di racconti di Giovanni Valenti di cui l’attore Fabio Sartor leggerà alcuni stralci. 

Le buone maniere

25 novembre 2011 by

di Stefania Arru

Trasforma le parole in esiti di storie mute

13 novembre 2011 by

di Stefania Arru

In realtà, la lettura presenta al contrario tutti i tratti d’una produzione silenziosa: un andare alla deriva attraverso la pagina, una metamorfosi del testo mediante il vagare dello sguardo, un’improvvisazione e un’attesa di significati dedotti da alcune parole, uno sconfinamento degli spazi scritti, una danza effimera. Ma inadatto allo stoccaggio (salvo se si scrive o «registra»), il lettore non si garantisce contro l’usura del tempo (si dimentica leggendo e dimentica ciò che ha letto) se non attraverso l’acquisto dell’oggetto (libro, immagine) che è soltanto il surrogato (la traccia o la promessa) di istanti «perduti» a leggere. Insinua le astuzie del piacere e di una riappropriazione nel testo dell’altro: cacciatore di frodo, se ne lascia trasportare, e si fa plurale come tante voci. Astuzia, metafora, arte combinatoria, questa produzione è anche un’«invenzione» di memoria. Trasforma le parole in esiti di storie mute. Il leggibile diviene così memorabile: Roland Barthes legge Proust nel testo di Stendhal; lo spettatore legge il paesaggio della sua infanzia nel reportage di attualità. La più sottile membrana dello scritto dà luogo a un sommovimento di strati, a un gioco di spazi. Un mondo diverso (quello del lettore) s’introduce nello spazio dell’autore.

Questa mutazione rende il testo abitabile come un appartamento in affitto. Trasforma la proprietà dell’altro in luogo occupato, per un momento, da un passante. Gli inquilini operano un mutamento analogo nell’appartamento che arredano con i loro gesti e i loro ricordi; e così avviene con i locutori che fanno passare nel linguaggio i messaggi del loro idioletto familiare e, attraverso l’accento, «arguzie» particolari, la propria storia; come infine i pedoni, che infiorano le strade con i loro desideri e i loro interessi. Allo stesso modo, i codici sociali vengono trasformati da chi li usa in metafore ed ellissi delle loro cacce di frodo. L’ordine imperante funge così da supporto a innumerevoli produzioni, fra la cecità dei detentori di potere ai quali sfugge questa creatività (al pari dei «padroni» che non possono vedere ciò che viene inventato di diverso nelle loro fabbriche). Quest’ordine potrebbe essere paragonato alle regole della metrica e della rima per i poeti di un tempo: un sistema di vincoli che stimolano l’invenzione, una regolamentazione che non impedisce le improvvisazioni.

Michel De Certeau, L’invenzione del quotidiano, Edizioni Lavoro

 

L’ultima lezione

28 ottobre 2011 by

di Alessandra Casaltoli

“L’esperienza è quello che ottieni, quando non ottieni quello che desideri”.

Giusti

10 ottobre 2011 by

di Alessandra Casaltoli

 

Francesco

4 ottobre 2011 by

di Alessandra Casaltoli
La madre, francese, lo battezzò Giovanni, ma il padre, gran mercante di stoffe, trovandolo con quel nome di ritorno da uno dei suoi viaggi d’affari, lo ribattezzò Francesco. Non tanto in onore della moglie straniera, quanto come segno di gratitudine verso quella terra che gli fruttava tante ricchezze, la Francia, e gesto di buon auspicio per i suoi traffici. Il testo più antico della letteratura italiana è il suo Laudes Creaturarum. San Francesco d’Assisi fu un rivoluzionario: non solo abbandonò una vita mondana ed agiata per una vita umile e povera, ma soprattutto fu il primo a considerare gli animali tutti, anche i più feroci, degni di ogni bene al pari degli altri esseri umani. Un grande insegnamento di pace ed armonia con l’universo, esempio da seguire.

Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfano
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie mi’ Signore, cun tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore,
de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora luna e le stelle,
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’ mi’ Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dai sustentamento.

Laudato si’ mi’ Signore, per sor aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’ mi Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte,
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’ mi’ Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’ mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore,
et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare.
guai a cquelli ke morrano ne le peccata mortali,
beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate
et serviateli cun grande humilitate. [2]

E il nostro di Weekend?

14 settembre 2011 by

di Stefania Arru

Se non altro, il ritornello.


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